Quando hai sinusite, rinite, rinite allergica o infezioni respiratorie ricorrenti, è normale cercare “qualcosa che funzioni davvero”. Spesso, però, tra consigli online e rimedi “miracolosi”, si finisce ancora più confusi.
In questo articolo ti spiego in modo semplice che cos’è l’ossigeno‑ozonoterapia (detta anche “ozonoterapia”), quando ha più senso valutarla, come avviene un trattamento medico e, soprattutto, cosa dice davvero la letteratura scientifica oggi: nelle patologie ORL (orecchio‑naso‑gola).
Tabella dei Contenuti
Cos’è l’ozonoterapia (spiegata bene, senza tecnicismi inutili)
- Effetto antimicrobico “da laboratorio”: l’ozono è un ossidante capace di danneggiare strutture di batteri/virus/funghi e anche biofilm, ma molti dati sono in vitro (cioè in laboratorio) e non si traducono automaticamente in “cura clinica” nell’essere umano.
(Biofilm/attività antimicrobica) - Risposta “ormetica”: a dosi controllate può attivare vie come Nrf2 e aumentare alcune difese antiossidanti endogene, con possibile modulazione di citochine e infiammazione. È una base biologica interessante, ma la conferma clinica “forte” nelle infezioni delle vie aeree è ancora incompleta.
(Ormesi/Nrf2 e immunomodulazione: 2 3 5)
Ozonoterapia per sinusite, rinite, rinosinusite cronica: cosa dice la scienza
1) Rinosinusiti (sinusite/rinosinusite cronica, anche purulenta)
Esistono studi clinici che descrivono irrigazioni dei seni paranasali con miscela ossigeno‑ozono in pazienti ospedalizzati con rinosinusite cronica purulenta, con cicli di circa 5–7 sedute e miglioramenti sintomatici più rapidi rispetto a controlli. Il problema è che molti di questi lavori hanno limiti importanti: assenza di randomizzazione, assenza di cieco, outcome non standardizzati. Ecco perché diverse revisioni moderne su rinosinusite cronica non la includono tra le opzioni “evidence‑based” principali.
Tradotto: può essere un’idea “interessante” in contesti selezionati (ad esempio rinosinusite purulenta resistente) ma non è, oggi, una “cura standard” della sinusite.
2) Otiti e orecchio (ambito ORL)
3) Polmoniti, bronchiti, COVID‑19 (ambito respiratorio)
Una metanalisi su COVID‑19 (studi fino al 2022) e review successive riportano segnali di beneficio su alcuni marcatori infiammatori e tempi di miglioramento quando l’ozono (ad es. autoemoterapia maggiore ozonizzata o insufflazione rettale) è usato come co‑trattamento insieme alla terapia standard. (Fonti: 9 5 7)
Una cosa da sapere subito: l’ozono NON va inalato come “terapia”
Su internet circolano pratiche e dispositivi che propongono “ozono nel naso” o “ozono inalato”. Qui serve essere netti e protettivi.
La letteratura sull’esposizione inalatoria (anche ambientale) mostra che l’ozono inalato può peggiorare l’infiammazione delle vie aeree e l’iperreattività bronchiale, soprattutto nei soggetti atopici (allergici/asmatici). Quindi non è una via terapeutica accettabile.
Quando è più “sensato” valutare l’ozonoterapia
In ambito infezioni aeree/ORL, ha più senso parlarne non quando hai “il raffreddore da due giorni”, ma quando c’è un problema che:
- si ripete spesso o si cronicizza (rinosinusite cronica, ricadute frequenti);
- non risponde bene ai percorsi usuali o richiede cicli ripetuti di terapia che vuoi ottimizzare con un approccio integrato (sempre sotto guida medica);
- si inserisce in un quadro di infiammazione persistente e recupero lento, dove l’obiettivo non è “uccidere il germe con l’ozono” ma lavorare sul contesto biologico (infiammazione, microcircolo, stress ossidativo), con tutte le cautele del caso.
Prevenzione non è ansia: è libertà
Al Polistudio Sinergia Posturale® l’approccio è orientato a percorsi personalizzati, con attenzione alla sicurezza e alla corretta indicazione clinica. Sul sito trovi anche informazioni su ossigeno‑ozonoterapia e sulla possibilità di iniziare con una valutazione: sinergiaposturale.com.
Se stai cercando soluzioni per sinusiti/riniti ricorrenti, il passo più utile è spesso questo: capire bene la causa (infettiva, allergica, anatomica, infiammatoria) e costruire un percorso coerente. L’ozonoterapia, quando viene considerata, va valutata come supporto e non come scorciatoia.



