Sinergia posturale

 

 

 

Nel Marzo 2015 dopo un’infausta diagnosi, durante il viaggio in treno che mi avrebbe riportata a casa, m’imbatto casualmente nel sito internet www.taopatch.com. Da medico, dopo anni di studio, innegabile era la voglia di arrivare fino in fondo a quella che poteva sembrare a prima vista una innovazione troppo lungimirante.

Seguo dunque con grande interesse il corso, tenuto dallo stesso Dr. Fabio Fontana, che mi avrebbe dato accesso all’utilizzo della nanotecnologia, e mi rendo conto giorno dopo giorno di quanto sia fondata a livello teorico la sua capacità risolutrice. Non restava quindi che testare. Immensa fu la sorpresa quando i risultati oltre che evidenti si presentarono immediati nei primi pazienti trattati.

Grazie alla collaborazione con Taopatch® nasce un progetto: Sinergia Posturale®, un franchising di studi medici che mettono il paziente con disordini posturali al centro di un percorso multidisciplinare basato sulle più innovative metodiche e tecnologie e perfettamente coerente con le nuove linee guida in materia di posturologia del Ministero della Salute.

La riprogrammazione posturale sarebbe opportuna per quasi la totalità della popolazione. Decido senza indugio di dare un’opportunità nuova di risolvere le problematiche che riguardano tutti noi, partendo proprio dall’applicazione di Taopatch®.

Il nostro Centro tratta un’ampia gamma di patologie dolorose, noi poniamo l’accento su tutto ciò che può risparmiare dall’accanimento terapeutico e dal trattamento farmacologico generalmente inteso. Grazie anche al Dr. Antonio Perrotta, ingegnere elettronico, che si occupa di tutti gli strumenti di valutazione per avvalorare scientificamente i cambiamenti del paziente.

L’assistito è quindi cosciente ed informato su ciò che avverrà nel nostro percorso, creando, oltre un legame di fiducia essenziale nella nostra professione, un’auto consapevolezza idonea a far perdurare nel tempo i risultati.

Inizialmente, la nostra esperienza nell’applicazione di Taopatch®, per testarne la validità, ha spaziato su vari trattamenti del dolore, dallo sportivo che aveva bisogno di migliorare le performance ai pazienti con dolori muscoloscheletrici.
Quando poi ci si è presentata l’occasione di trattate gravi patologie legate al disordine del movimento come sclerosi multipla, Parkinson ecc, non abbiamo esitato nel voler valutare fino a che punto potevamo spingere le
potenzialità di questi dispositivi.

Un medico affetto da Parkinson accompagna la moglie nel nostro Centro per una lombosciatalgia. Durante la visita egli non nasconde i propri disagi oltre a un umore evidentemente abbattuto e rassegnato, tipico di chi ha una
diagnosi perentoria come quella del Parkinson. Nell’illustrare alla moglie le opportunità che poteva offrigli questa tecnologia si palesa l’evidente interesse anche da parte del marito nel voler approfondire la tematica, perché non provare quindi? Presentatosi con forti tremori che determinavano il quasi totale inutilizzo della mano destra, dopo dieci minuti dall’applicazione l’accompagnatore diventato paziente avverte una distensione muscolare, incredulo almeno quanto noi, alla fine della seduta, non solo ha ridotto del 50% i tremori ma riesce ad alzarsi e sedersi senza gli ausili medici che prima gli erano indispensabili.

È tutt’oggi nostro paziente e immensa è la soddisfazione potendo vedere il suo ritrovato buonumore e la naturalezza con cui svolge semplici attività di vita quotidiana, come per esempio l’utilizzo del telefono cellulare, che prima lo qualificavano come invalido. Ci sono patologie che come tutti sappiamo sono ben lungi dal trovare una cura definitiva, ma sappiamo anche che il miglioramento della qualità della vita è un elemento determinante sulle tempistiche e sulla percezione della malattia stessa.

Vorrei menzionare uno dei casi che più mi ha spinto verso l’intenzione di sposare appieno questa metodica: durante il mio operato da medico di base, a causa di una semplice influenza, si presenta nel mio studio una paziente affetta da sclerosi multipla. La sua capacità di deambulazione era già
in parte compromessa e, per timore di cadere, era affiancata, oltre che dalle stampelle, da due amici. Mi propongo di farle provare senza impegno Taopatch®, a solo scopo di ricerca.

Nuovamente, sono bastati pochi minuti per provocare in lei forte stupore, e in me una grande perdurante soddisfazione. Con l’aiuto dei due accompagnatori che la facevano sentire al sicuro rispetto ad un eventuale caduta, compie pochi passi senza stampelle e a fine seduta, sostanzialmente, deambula da sola!
Dopo due testimonianze di tale portata è importante sottolineare che la predisposizione di un percorso che possa effettivamente e in maniera perdurante dare una sensibile svolta, sia alla qualità della vita, sia anche al ri-bilanciamento posturale della persona tutta, è indispensabile. E non si parla certo di pochi minuti di trattamento. La potenzialità di Taopatch® risiede soprattutto nel fatto che il paziente è costantemente sotto trattamento finché la nanotecnologia è applicata, questo però non può essere performante se non inserito in un contesto professionale atto alla creazione di un percorso, da un rapporto medico paziente che ne segua le evoluzioni, e indirizzi lo stesso a sentire le proprie esigenze e trasformarle in realtà grazie ad una terapia che sia disegnata ad hoc.

 

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I vertici nazionali della fisioterapia del Marocco a Castelfranco per TaoPatch

Si tratta di un dispositivo sviluppato da un team di esperti coordinato dal dr. Fabio Fontana e certificato CE al Ministero della Salute realizzato secondo le tecniche più innovative della nanotecnologia e/o della biofisica applicata alla medicina“

A Castelfranco Veneto il 24 e il 25 gennaio sono stati due giorni molto intensi per Moukhass Abdellali, responsabile dell’Unione marocchina dei Fisio-Kinesioterapisti del settore privato (in Italia corrisponde al presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti Privati del Marocco) e El Mantaji Abdellatif presidente di UMPKSP, dell’Ordine dei Fisioterapisti del Marocco del settore pubblico. Entrambi hanno conosciuto il TaoPatch, un dispositivo sviluppato da un team di esperti coordinato dal dr. Fabio Fontana e certificato CE al Ministero della Salute realizzato secondo le tecniche più innovative della nanotecnologia e/o della biofisica applicata alla medicina.

«Per noi è una grande conferma, un nuovo traguardo –a parlare è il dr. Fabio Fontana, fondatore di TaoPatch– siamo entrati in contatto grazie a Mustapha El Hassnaoui, distributore di “Atlantic Medical” specializzato nel settore medico e dentale. Recandosi spesso in Europa, ha conosciuto TaoPatch attraverso il passaparola di altri medici, terapisti e dentisti che usano il nostro dispositivo. Cinque anni fa è venuto a due nostri corsi per capirne le funzionalità proprio perchè voleva importarlo in Marocco. All’epoca non avevamo la possibilità di segurli in modo adeguato anche perchè il Marocco va certificato in modo diverso dall’Europa: dietro c’è anche un consistente lavoro burocratico. E’ stato anche uno dei primi a interessarsi alla distribuzione all’estero. Prima di iniziare il lavoro sul Marocco ci è sembrato giusto formare un personale qualificato che poi avesse un ruolo di spicco in Marocco sia in ambito teorico che pratico».

I professionisti sono venuti dal Marocco per poter testare in prima persona il prodotto e verificarne la funzionalità. Hanno effettuato test e misurazioni come frequenza cardiaca, frequenza del cervello, stabilometria della postura, podoscopìa con e senza dispositivi per capire le azioni che hanno sul corpo. Moukhass Abdellali e El Mantaji Abdellatif hanno invitato il dottor Fabio Fontana a due congressi in Marocco in quanto hanno deciso di diffondere alle loro associazioni e ai loro rispettivi ordini che esiste una nuova tecnologia e pianificheranno la formazione a riguardo. Ha dichiarato Moukhass: «Per noi è stato illuminante conoscere e testare questo dispositivo perchè andrà a risolvere molti problemi per molti pazienti che non hanno trovato ancora una soluzione medica. Siamo davvero entusiasti. Lo proporremo a pazienti che abbiamo già in carico che soffrono di dolori di origine neuromuscolare o nervosa che hanno un ritorno frequente, cosicchè possano avere un sollievo. Mi ha colpito la possibilità di poterlo utilizzare in particolari casi neurologici, nella medicina dello sport e nella riabilitazione».

El Mantaji puntualizza: «Di TaoPatch mi hanno colpito i risultati che si hanno in patologie come il Parkinson o la Sclerosi Multipla: si ottengono dei miglioramenti davvero importanti per quanto riguarda il movimento, anche dopo poche sedute». Entrambi concludono: «Siamo stati molto contenti di aver conosciuto la squadra, siamo ansiosi di trasmettere ai pazienti e ai loro colleghi il metodo di valutazione e applicazione che abbiamo visto qui. Adesso stiamo preparando un programma di corsi ai quali presenzierà il professor Lomeo. Abbiamo organizzato già due congressi, i più grandi del Marocco. Il primo evento sarà a fine marzo durante “La giornata internazionale dei portatori di handicap” e si terrà a Rabat; e ci teniamo molto che il professor Lomeo possa fare una relazione in loco. Il secondo sarà il 4 aprile a Casablanca: sarà il congresso più grande del Marocco».

Presente anche il professore Alberto Lomeo, medico chirurgo specialista in chirurgia cardiaca, vascolare e cardiologia, responsabile medico scientifico Tao Technologies: «E’ sempre molto difficile portare questa tecnologia in altri Paesi, perchè è assolutamente rivoluzionaria. Ma il loro entusiasmo e con la loro conoscenza, renderanno facile l’utilizzo e la diffusione». Aggiunge Fontana: «Abbiamo professionisti provenienti da varie parti del mondo per partecipare ai nostri corsi di formazione, ma solo in Giappone, Francia e adesso Marocco, abbiamo un’organizzazione stabile. Di conseguenza il mercato si aprirà al nord Africa. L’incontro ha superato di gran lunga le aspettative: io e il mio staff siamo molto soddisfatti e i due presidenti si sono espressi in maniera davvero entusiastica. È importante avere dalla propria parte dei professionisti e professori come il professor Lomeo, che confermano la credibilità di TaoPatch, oltre le testimonianze».

 

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http://www.trevisotoday.it/salute/castelfranco-marocco-taopatch-20-febbraio-2019.html

 

Artriti, cervicale, ernia discale?  Prova l’ozonoterapia 

Un trattamento antinfiammatorio e rigenerativo La somministrazione con iniezioni o infiltrazioni

 

Artriti, cervicale, ernia discale?Prova l'ozonoterapia

 

A lungo è stata una tecnica controversa, oggi invece è un trattamento ampiamente diffuso in tutto il mondo. Stiamo parlando dell’ossigeno ozonoterapia, una pratica medica che utilizza come agente terapeutico un gas, l’ozono appunto, miscelato in piccole percentuali con ossigeno medicale. «L’ozonoterapia è una cura che oggi viene praticata da medici specialisti secondo protocolli scientifici riconosciuti dal Ministero della Salute tramite l’intermediario della Società scientifica nazionale Sioot (Società scientifica ossigeno ozono terapia), in un ambulatorio attrezzato con apparecchiature certificate – spiega il neurofisiatra Giovanni Magnani – Sono oltre 40 le patologie in cui è stata provata l’efficacia di questa terapia, dall’ernia discale alla cellulite, dalla fibromialgia fino al trattamento anti-age».
Ma cosa rende questa tecnica così speciale? «L’ozono è una molecola prodotta dall’ossigeno – spiega lo specialista – è un potente disinfettante che riesce ad uccide addirittura la legionella. In campo medico viene sfruttata la proprietà dell’ozono di reagire con i tessuti e creare sostanze terapeutiche che attiveranno processi di guarigione nell’organismo. Infatti l’ozono medicale esercita effetti terapeutici grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, vasoattive, immunologiche, rigenerative e metaboliche. Per molte patologie l’ossigeno ozonoterapia è la cura principale, mentre per altre è di supporto alle cure tradizionali aumentandone l’efficacia».
Cosa viene somministrato al paziente? «Al paziente viene iniettata una miscela di ossigeno medicale e ozono prelevata da una macchina che produce ozono dalla bombola di ossigeno medicale, in cui la percentuale e volume di ozono iniettato varia a seconda della patologia e dei protocolli del ministero della Salute. In genere attraverso iniezioni o infiltrazioni intramuscolari, intrarticolari, sottocutanee e anche per via venosa».
Per quali patologie l’ozono terapia è stata eletta come terapia principale? «Nei casi di ernia discale, cervicale, lombare e nelle discopatie – prosegue Magnani -. Nel 90% dei casi di ernia discale l’ossigeno ozonoterapia non solo tratterà il sintomo del dolore ma la curerà effettivamente. Dopo 5-6 sedute il paziente inizierà a stare molto meglio ma occorreranno nei casi più ostici anche venti sedute per un risultato ottimale. Non è una terapia dolorosa ed è minimamente invasiva: l’ozono viene iniettato nei muscoli paravertebrali sottocute con ago molto corto e la seduta dura circa mezz’ora».
Ci sono controindicazioni? «Solo una: la gravidanza. In questi casi si interrompe la terapia, non perché l’ozono sia dannoso, ma per evitare possibili problemi e complicanze».
Che cos’è la grande autoemoterapia? «È una potente tecnica di riattivazione del metabolismo e della circolazione in cui al paziente vengono estratti circa due etti di sangue, mescolato con ozono e rinfuso per la stessa via. Il contatto sangue-ozono libera dei prodotti trofici per l’organismo, dilatatori per il circolo, così tutto il corpo viene ossigenato in maniera particolarmente efficace. Si riattiva il metabolismo, passa la stanchezza, migliorano memoria e attenzione, migliorano anche le funzionalità di cuore, fegato, intestino e cervello. È consigliata a chi sente i primi sintomi del peso dell’età, per chi pratica vita sedentaria o ha un metabolismo rallentato, una sindrome metabolica o un diabete iniziale».

 

Tratto dalla Gazzetta di Parma

 

 

Taopatch® sul Gazzettino: Fisioterapia, dal Marocco per conoscere il TaoPatch®

Sul Gazzettino si parla del corso sulla tecnologia Taopatch® dedicato ai presidenti degli ordini dei fisioterapisti del Marocco, svolto il 24 e 25 Novembre, e della nostra nuova collaborazione per l’apertura del mercato marocchino.

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Gazzettino-Taopatch

Il microchip “castellano” contro i dolori muscolari conquista il Marocco

 

Così si intitola il secondo articolo uscito nel giro di pochi giorni sui nostri principali quotidiani, Il primo sul Gazzettino di Treviso ed il seguente su La tribuna di Treviso.

Finalmente anche la stampa comincia a parlare di noi e sopratutto di questa innovativa tecnologia.

L’incontro con i due esponenti dell’Ordine dei Fisioterapisti del Marocco, sia per il settore pubblico che privato, ha portato molto entusiasmo ed interesse su Taopatch®, sottolineando la crescita costante che l’azienda e i prodotti stanno avendo anche a livello internazionale.

Aprire la conoscenza della metodica e della tecnologia al mercato nord-africano è sicuramente un traguardo importate, con un ciclo di conferenze a convegni già in calendario.

Leggi l’articolo online cliccando qui: https://bit.ly/2HVtf6o

Scoperto un nuovo organo nel corpo umano

Rivoluzione in arrivo in anatomia, con la scoperta di un nuovo organo, tra i più grandi del corpo umano: si chiama interstizio e si trova diffuso in tutto l’organismo, sotto la pelle e nei tessuti che rivestono l’apparato digerente, i polmoni, i vasi sanguigni e i muscoli. E’ formato da cavità interconnesse piene di liquido e sostenute da fibre di collagene ed elastina.

Agisce come un vero e proprio ammortizzatore, ma la sua presenza potrebbe spiegare anche molti fenomeni biologici come la diffusione dei tumori, l’invecchiamento della pelle, le malattie infiammatorie degenerative e perfino il meccanismo d’azione dell‘agopuntura. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre.

Etichettato per decenni come semplice ‘tessuto connettivo’, l’interstizio era rimasto ‘invisibile’ nella sua complessità a causa dei metodi usati per esaminarlo al microscopio, che lo facevano apparire erroneamente denso e compatto.

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Scoperto un nuovo ‘organo’, l’interstizio (fonte: Jill Gregory. Printed with permission from Mount Sinai Health System, licensed under CC-BY-ND.)RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/Ansa

La sua vera natura è stata invece osservata per la prima volta grazie ad una nuova tecnica di endomicroscopia confocale laser, che consente di vedere al microscopio i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza doverli prelevare e poi fissare su un vetrino. Impiegata su alcuni pazienti malati di tumore che dovevano essere sottoposti a chirurgia per rimuovere pancreas e dotto biliare, la tecnica ha permesso di osservare la reale struttura dell’interstizio, che è stato poi riconosciuto anche in tutte le altre parti del corpo sottoposte a continui movimenti e pressioni. Alla luce della sua complessità, l’interstizio si è così meritato la ‘promozione’ ad organo.

“Questa scoperta ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa la possibilità di usare il campionamento del fluido interstiziale come potente strumento diagnostico”, spiega Neil Theise, docente di patologia all’Università di New York. Il continuo movimento di questo fluido potrebbe spiegare perché i tumori che invadono l’interstizio si diffondono più velocemente nel corpo: drenato dal sistema linfatico, questo sistema di cavità interconnesse è la ‘sorgente’ da cui nasce la linfa, vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione.

Inoltre, le cellule che vivono in questi spazi e le fibre di collagene che li sostengono cambiano con il passare degli anni e potrebbero contribuire alla formazione delle rughe, all’irrigidimento delle articolazioni e alla progressione delle malattie infiammatorie legate a fenomeni di sclerosi e fibrosi. Il reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, infine, potrebbe generare correnti elettriche quando si piegano, seguendo il movimento di organi e muscoli, e per questo potrebbe giocare un ruolo nelle tecniche di agopuntura.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte: ansa.it

Esame con pedana stabilometrica

Che cos’è l’esame con pedana stabilometrica?

 

 

La pedana stabilometrica è uno strumento elettronico attraverso cui, nell’ambito di una visita posturale, è possibile eseguire varie misurazioni in grado di indicare se vi sia o meno presenza di problematiche di natura neuromuscolare.

A che cosa serve l’esame con pedana stabilometrica?

Il funzionamento della pedana stabilometrica è basato sul fatto che il nostro corpo ha il fulcro a livello del piedi mentre la testa si muove con una certa frequenza. La pedana stabilometrica misura le oscillazioni destra-sinistra e avanti-indietro e verifica se queste sono coerenti con la frequenza di oscillazione tipica del corpo umano.

La diagnosi stabilometrica si basa in pratica sulla verifica che il corpo abbia un baricentro e che le oscillazioni rientrino all’interno di un range di normalità.

Se l’esame con pedana stabilometrica evidenzia misurazioni al di fuori del range di normalità il medico specialista disporrà l’esecuzione di ulteriori esami che possano evidenziare:

  • se i problemi messi in risalto derivino da problematiche legate alle catene muscolari anterioriposteriori o crociate
  • se si tratti di un problema ai piedi o agli occhi
  • se ci sia una coesistenza di varie cause di natura neuromuscolare.

Come si svolge l’esame con pedana stabilometrica?

Per eseguire l’esame con pedana stabilometrica il paziente viene fatto salire a piedi nudi su una pedana altatre centimetri e viene invitato a fissare un punto fisso davanti a sé.

Nel corso dell’esame vengono eseguite varie misurazioni della durata di 5,12 secondi l’una.

Tra le misurazioni effettuabili con la pedana stabilometrica ci sono:

  • misurazione a denti chiusi e occhi aperti per verificare l’esistenza di problemi di natura somatognatica
  • misurazione a occhi aperti e bocca aperta per vedere le reazioni allo stato normale
  • misurazione con gli occhi chiusi, per vedere se c’è un’alterazione del recettore ottico oculare
  • posizione normale
  • arrest position.

A seconda delle esigenze, la misurazioni possono essere eseguite con l’uso di plantari o mezzi plantari.

Durata dell’esame con pedana stabilometrica

L’esame con pedana stabilometrica ha la durata di pochi minuti. Il tempo varia in base al numero delle misurazioni che vengono effettuate.

Norme di preparazione dell’esame con pedana stabilometrica

L’esame con pedana stabilometrica non richiede una preparazione specifica.

Controindicazioni dell’esame con pedana stabilometrica

L’esame con pedana stabilometrica non ha controindicazioni.

Il testo è tratto da:
www.gavazzeni.it

Diagnostica Biofeedback

Lo stato di Salute corrisponde non solo all’equilibrio biochimico dell’Organismo, come ci insegna la Medicina Accademica, ma anche e soprattutto all’equilibrio elettrico di questo come ci insegna la Medicina Quantica-Informazionale, supportata dalla Biofisica.

La diagnostica non deve quindi essere solo chimica (esami ematochimici) ma anche elettromagnetica.

BFB è uno strumento innovativo che esamina in modo semplice, preciso e veloce tale equilibrio elettrico (o omeostasi energetica) fornendo importanti indicazioni su:

  • capacità vitale
  • presenza di alterazioni funzionali e organiche
  • stress ossidativo
  • indice complessivo di congruenza funzionale dell’Organismo

E’ possibile inoltre effettare test di tolleranza biologica delle sostanze da assumere:

  • alimenti
  • farmaci
  • cosmetici
  • prodotti naturali (omeopatici e fitoterapici)
  • protesi dentali o chirurgiche

 

BFB funziona collegato ad un computer con semplice software interattivo e intuitivo: questo consente quindi un buon uso dell’apparecchio dopo circa tre ore di corso.

Il testo è tratto da:
http://www.zener-italy.eu/

Terapia Riabilitativa Manuale

La Terapia Riabilitativa manuale comprende una serie di movimenti e di esercizi che mirano a prevenire, curare oppure riabilitare un organismo affetto da problematiche muscolo-scheletriche oppure da problematiche neurologiche o viscerali. 

Ogni tipo di problema avrà il suo percorso più indicato e per questo occorre affidarsi alle mani esperte di un professionista del settore per riuscire a risolvere in modo veloce e preciso la problematica della quale si soffre. 

 

 

 

 

Dal Plantare Propriocettivo al Plantare Biocettivo


Il plantare Propriocettivo serve per comunicare le informazioni “propriocettive” all’intero sistema posturale, aggiustando quindi la dinamica dell’appoggio e la funzionalità posturale.
Aiuta agendo nella riorganizzazione a livello neurologico, non solo attraverso la correzione meccanica.

La stimolazione di determinati punti permette di correggere fisiologicamente la postura armonizzando globalmente, tramite il rinforzo del tono muscolare e della tensione delle fasce e dei legamenti.

In esclusiva da noi è possibile creare su misura un Planatare Biocettivo, cioè un plantare con la Tecnologia Taopatch all’interno.

(inserire foto di un Plantare con all’interno il Taopatch)